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lunedì 30 giugno 2014

Ufficio stampa ed eventi sono ancora utili? I consigli di Elena Puliti




Elena Puliti è una giornalista e scrittrice con grande esperienza nella gestione delle relazioni con i media e nell’organizzazione di eventi che aiutano le imprese a sviluppare la propria reputazione. Le ho chiesto di mettere a disposizione la sua esperienza per capire meglio se sia ancora utile e nel caso come collaborare con la stampa per crescere nel mercato.
Nell’era dei social media e della rete serve ancora l’ufficio stampa?
I social media sono complementari agli uffici stampa, visto che la loro forza è nella capacità di creare dibattito in tempo reale, di far nascere il dialogo tra chi comunica e chi riceve la comunicazione. Ma questo può anche essere un'arma a doppio taglio, perché il web è in grado di decretare il successo o l’insuccesso di un servizio oppure di distruggere la reputazione di un’azienda. 
L’ufficio stampa nell’era del web può e deve intervenire in questi casi, per la difesa della reputazione di un’azienda.

Che cosa vuol dire gestire la relazione con i media?
Le relazioni con i media si dividono in due gruppi: quelle virtuali e quelle reali. Per “virtuali” si intendono quelle gestite 'a distanza', come l'invio di e-mail, le telefonate e l'invio di cartelle stampa. Le media relation reali, invece, prevedono un contatto diretto e quindi includono le conferenze stampa, le visite in redazione e gli incontri in fiera. Ma anche gli open day e i viaggi stampa, ovvero i momenti in cui l'azienda apre le sue porte per raccontare in diretta e senza filtri chi è e che cosa fa.
Che tipo di valore aggiunto può offrire questo servizio alle PMI italiane?

La gestione commerciale di queste aziende richiede un approccio diretto con il cliente per raggiungere il proprio target con la maggior precisione possibile. Per questo le relazioni con i media, anche se non finalizzate all'immediato incremento del fatturato possono dare un buon ritorno di immagine che aiuta ad aumentare il numero dei clienti e rendere ancora più performanti le relazioni con il mercato acquisito.
Che cosa possono aspettarsi gli imprenditori da un servizio di PR?


Un immediato ritorno di immagine, un riposizionamento all'interno del mercato, e soprattutto l'incremento della clientela.
Quali errori non deve commettere un’azienda che scelga di affidarsi ad un professionista di questo settore
Il “fai da te” è molto pericoloso, perchè potrebbe essere controproducente e fare danni, sia in termini d'immagine e sia in termini di tempo e soldi investiti. Valutare l'aiuto di un team qualificato o di un consulente di grande esperienza è utile per non muoversi alla cieca in un ambito sconosciuto, rischiando di compromettere il duro lavoro di anni.
Qualche aneddoto un po’… colorito: quali sono gli errori più clamorosi che hai visto commettere?
Preferirei non rispondere
Che cosa invece sarebbe saggio fare per mettere in condizione un professionista come te di ottenere il successo del progetto e dell’azienda?


Semplicemente seguire i miei consigli e mettermi a conoscenza di tutte le informazioni sull'azienda, sia negative che positive... Il mio ruolo deve essere una sorta di confessore, perchè nei casi in cui l'azienda dovesse essere attaccata dai media per qualsiasi motivo io devo essere in grado di rispondere
Raccontaci invece un successo ottenuto grazie alla gestione delle relazioni con i media
Un format di un evento di mia invenzione realizzato per l'azienda Aldo Shoes ha portato un ritorno di immagine anche su media innovativi
Per finire tre consigli per le PMI italiane.

Bastano tre parole: 
inventiva, progresso e fiducia

domenica 22 aprile 2012

Smart Social Emotion



Il testo italiano è qui sotto, 
scendere per trovarlo grazie

Prossimo post mercoledì 25 aprile 
Next post Wednesday april 25th






Nice and smart idea! Emozioni3 launched a contest which increased greatly its own reputation and ended up in being a clever marketing tool.
Emozioni3 claims to sell emotions and dreams. Actually its products are boxes with coupon for vacations, entertainments and so on.
Since they affirm that the quality of the location you can choose to spend the coupon you bought or you were given, is excellent, they need to have quality certifiers: to recruit some they launched this contest. Win it and you’ll spend your next year travelling and visiting the best hotels, restaurants, cities, places, beaches in the world to check the quality of their offer.
Isn’t it a dream? To be paid to travel, live in 5 stars hotel (well, maybe not just 5 stars hotels…) eat in exquisite restaurants?
 To be the chosen one you need to be voted in the specific page of the website, so those who dreamt to be anointed start asking their “social friends” to visit the website and vote for them.
What a nice way to increase traffic on the website, and widen their own reputation and maybe find also some new clients.
How can a similar approach be used by other markets?
Do you have any ideas?
And just in case you want to pay a visit to the contest website do not forget to vote for my friends



Testo italiano





Interessante l’idea di Emozioni3   che ha lanciato un concordo che ha sicuramente potenziato la sua reputazione e alla fine risulta essere un geniale strumento di marketing.
Emozioni3   dice di vendere sogni ed appunto emozioni: gradevole modo per presentare il proprio prodotto, vale a dire voucher per viaggi, cene, esperienze sportive e intrattenimenti. La qualità è un elemento determinante che la casa propone, affermando di curare particolarmente la qualità delle proprie scelte e quindi dei partner che inserisce nei propri pacchetti.
Per certificare questa qualità è necessario visitare le strutture che intendono essere inserite nei buoni regalo, provare i ristoranti, sperimentare i parchi a tema e così via. Da qui la simpatica e brillante idea: lanciare un concorso per selezionare i certificatori di qualità. Un sogno lungo un anno: questo il periodo offerto nel concorso. Un anno nel quale si viene pagati per dormire in lussuosi alberghi a cinque stelle (beh, magari non solo a cinque stelle), cenare in ristoranti squisiti, prendere il sole su spiagge dorate e così via…
Se è un concorso con un premio così… come si fa a partecipare e ad essere i vincitori? Basta iscriversi nella pagina web del blog di Emozioni3   e farsi votare. Da chi? Ovviamente innanzitutto dai propri social-amici. Generando così una valanga di traffico sul sito e attirando l’attenzione di tanta gente che rilancia poi sui social network l’iniziativa.
Sicuramente una idea intelligente. Come sfruttare un simile approccio per altri mercati? Avete idee?
Nel caso vogliate passare a vedere, non dimenticatevi di votare per  queste due amiche


giovedì 19 aprile 2012

A school is like a soup? Promuovere il prodotto scuola


Il testo italiano è qui sotto, scendere per trovarlo grazie
Prossimo post domenica 22 aprile 
Next post Sunday april 22th






Could you compare a school to a corporate? Well, although a school is supposed to have a different goal than just raising money, it can use the same business approach like any other enterprise.
What is surely comparable to the business world is the fierce competition existing in a shrinking market like the Italian one. Actually our country presents a birth rate index of less than 1,5 which would mean in the long time a slow but consistent dissolution of the population. And the immediate consequence for the education market is that the “potential  clients” of a school, a weird word to define students, is decreasing firing up the competition between schools to get enough students to survive, which ever this could really mean.
This is the reason why schools need to invest more in marketing strategies (yes, quality is first, but even if you have an excellent quality you need to tell it to the market).
What would you advertise? Which media can you use to widen and improve your reputation? Which is the message to forward?
Some weeks ago a trustworthy Italian Foundation, the Fondazione Giovanni Agnelli started presenting the results of a research aimed to evaluate the Italian high schools through the performances of their graduates in the first college year.
I’m actually working for one of the schools which gets very good results emerging as the first classical lyceum in the city of Milan. Now how can you leverage this news? How can you build on this unexpected assist to widen your reputation and get more attention from the media and your market?
What we decided to start with is a collection of interviews from the alumni asking them what did they loved of their experience and which benefits did they get from attending that school, not just from an cultural point of view but rather from a personal side: how their school experience helped them to growth in such difficult times.
We all know that publishing in the web does not mean to be read and noticed. So we start tweeting the news, we also worked on Facebook involving all the alumni and actual students asking them to support their school. We used also Pinterest to raise attention.
We foresee to produce a white paper for the media and for the actual students and their families as well as using Issue and/or Scribd to produce a photo book of the alumni’s interviews.
This cannot be enough: do you have any ideas how to use the web to promote the school? Any suggestions?



Testo italiano





Si può paragonare la scuola ad una impresa? Beh, anche se una scuola dovrebbe avere un obiettivo diverso dal solo fare soldi, è possibile utilizzare lo stesso approccio business come per una qualsiasi altra impresa.
Ciò che è sicuramente paragonabile al mondo degli affari è la forte concorrenza esistente in un mercato in contrazione come quello italiano. In realtà il nostro Paese presenta un indice di natalità inferiore a 1.5, il che significa, nel lungo periodo, una dissoluzione lenta ma costante della popolazione. E la conseguenza immediata per il mercato della formazione è che i "potenziali clienti" di una scuola, una parola strana per definire gli studenti, è in diminuzione, accendendo la concorrenza tra le scuole per portare studenti sufficienti per la sopravvivenza della scuola stessa.
Questo è il motivo per cui le scuole devono investire di più nelle strategie di marketing (sì, la qualità viene prima, ma anche se si dispone di una qualità eccellente è necessario comunicarlo al mercato).
Come fareste pubblicità? Quali media si possono utilizzare per ampliare e migliorare la vostra reputazione? Qual'è il messaggio da inoltrare?
Alcune settimane fa una fondazione italiana degna di fiducia, la Fondazione Giovanni Agnelli ha iniziato presentando i risultati di una ricerca mirata a valutare le scuole italiane attraverso le alte prestazioni dei loro diplomati nel primo anno di università.
Sto proprio lavorando per una delle scuole, il liceo classico Faes Monforte che ha ottenuto un eccellente risultato, emergendo come il primo liceo classico nella città di Milano. Ora, come si può sfruttare questa notizia? Come si può costruire su questo assist inaspettato per ampliare la reputazione e ottenere maggiore attenzione da parte dei media e il mercato?
Ciò che abbiamo deciso è stato di iniziare con una raccolta di interviste alle ex alunne, chiedendo loro cosa hanno amato della loro esperienza e quali benefici si ottengono nel frequentare quella scuola, non solo dal punto di vista culturale, ma piuttosto da un lato personale: come la loro esperienza scolastica li ha aiutati nella crescita in questi tempi difficili.
Sappiamo tutti che la pubblicazione in rete non significa essere letti e notati. Dunque iniziamo twittando la notizia, abbiamo anche lavorato su Facebook, coinvolgendo tutti gli ex alunni e gli studenti attuali, chiedendo loro di sostenere la loro scuola. Abbiamo usato, per aumentare l'attenzione, anche Pinterest.
Si prevede di produrre un white paper per i media, per gli studenti e le loro famiglie, nonché di usare Issue e/o Scribd per produrre un book fotografico delle interviste.
Questo può non essere abbastanza: avete qualche idea su come utilizzare il web per promuovere la scuola? Qualche suggerimento?


Ecco quello giunto da Paolo Ratto che parla di un consorzio universitario.

lunedì 20 febbraio 2012

Let's blog - Bloggare felici e assorti


Scroll down for English version - thanks!
Next post Wednesday Feb 22nd 
Prossimo post Mercoledì 22


Dalla rete i consigli per l'uso del blog


Ciò che apprezzo negli altri blog sono il contenuto e la costanza negli aggiornamenti. Seguo ciò blog che trattano temi che mi interessano, nei quali è possibile leggere cose nuove o comunque proposte da un punto di vista differente. E’ molto importante il tono di voce di chi scrive: chiaro, diretto, immediato.

Stefania Boleso: consulente marketing e comunicazione



Il blog aziendale permette di rendere il consumatore protagonista creando uno spazio di connessione e di dialogo tra azienda e cliente. E' uno strumento molto utile per sia per un brand che vuole aumentare la sua reputazione on-line e farsi conoscere da un pubblico più vasto, sia nel caso in cui il brand voglia conoscere a fondo i suoi clienti per migliorarsi. E' infatti possibile comunicare con l’utente in modo diretto, sviluppare e approfondire argomenti, i lettori possono interagire con l’azienda, dire la loro, chiedere, consigliare. Così facendo si offre ai clienti la possibilità di essere ascoltati: ascoltare il cliente è infatti una delle attività fondamentali su cui il brand deve focalizzarsi; e il blog è lo strumento più adatto a questa richiesta del mercato. 

Chiara Pugni : 23enne alle prese con il suo primo blog in cui prova a mettere a fuoco il mondo del marketing.



Non è facile dare dei consigli per avere un blog di successo primo perché dipenderà molto da quale sarà il focus stesso del blog e poi da quale sarà la nostra strategia di comunicazione.
In linea di massima direi che la prima cosa è decidere gli obiettivi del blog, scegliere una linea editoriale e iniziare a postare con regolarità contenuti unici che possano realmente interessare il proprio target. E’ sicuramente una buona idea farsi percepire dai lettori come degli esperti per il settore di riferimento, cercando di evitare di vendere subito qualcosa ma impegnandosi per creare una conversazione e un rapporto di fiducia che porterà poi eventualmente a una qualche forma di conversione. Il lavoro potrà essere lungo, alla base ci dovrà sempre essere pazienza, costanza e passione. E’ per questi motivi che suggerirei di farsi il blog da sé, evitando intermediari se non in una fase iniziale in cui si può avere l’esigenza di una strategia e di qualche suggerimento per partire.
Per ultimo suggerirei, parallelamente al blog, di lavorare anche sulla comunicazione sui Social Network che notoriamente sono degli ottimi strumenti per diffondere la visibilità di contenuti di valore.  

Paola Frateschi: responsabile Marketing e Social Media Marketing presso Arte & Tecnica srl




L'unico consiglio valido per un blog è quello di metterci passione!
Nei contenuti, negli aggiornamenti, nella grafica, tutto quello che conta è quello che ti piace. Scivi di cio che ami, mostraci cosa sai fare e indica quello che odi, questo è un blog, come se stessi parlando con un amico davanti ad una birra. Infine condividi e commenta. Comunicaci chi sei e di che pasta sei fatto, tutto il resto viene da se...

Mattia Annese aka zeroD10: Social media enthusiast e mac integralist, mi piace fare rumore!
@zerod10




Due brevi premesse:
1. Quando leggo un blog la cosa che guardo per prima è ovviamente il titolo. Mi diverte sempre quando sono originali, spiritosi, brillanti. Spesso però, per avere queste caratteristiche, il titolo stesso non centra nulla con il contenuto.
2. Leggo molti post su suggerimento di twitt di chi seguo. Sono davvero tanti, a volte troppi e per poter scegliere ho bisogno di capirne al volo il contenuto.
Quindi ecco il consiglio: evidenziate le parole fondamentali del testo, come se faceste un riassunto per i vostri lettori, anche per quelli che hanno fretta e magari vi rileggeranno più tardi con calma.

Massimo BenedettiMaschio, nato il 04/06/1976, Entusiasticamente sposato, PR & Communication manager, accolgo qualsiasi cosa le relazioni mi regalino! Multiforme curioso dei rapporti con il prossimo.



Suggerirei di unire questi aspetti, non in ordine di importanza:
- considera il blog come una tua landing page all'interno di un intreccio complesso di contenuti condivisi, non il tuo unico strumento unico di comunicazione.
- non pensare che gli strumenti che utilizzi dureranno per sempre, utilizzali finché esistono, probabilmente cambieranno.
- concentrati su poche cose, pochi argomenti, e portali avanti nel tempo.
- scegliere una piattaforma per cui anche l'aggiornamento è una positiva esperienza e che sia performante sui motori di ricerca

Enrico Ratto
@enricoratto



Avere qualche cosa da dire di valore per i propri lettori, e saperlo scrivere bene. Promuovere i propri post garantendo continuità nella frequenza e nel contenuto, e contando su una rete di “amici di stima” sui quali contare per estendere la diffusione e verificare la bontà dei post. Restare in ascolto delle rete per imparare dagli altri. Rispettare la rete: mai limitarsi al taglia-e-incolla senza aggiungere qualche cosa di proprio e soprattutto senza citare e ringraziare l’autore originale.
Paolo Pugni
@paolopugni



English version

Tips for using blog from the experts

I really appreciate blogs that post relevant content on regular basis.
I follow people blogging about topics I am very interested in,  that post new stuff or comment topics from a personal and different point of view.
The tone of voice of the blogger is in for me very important: clear and straight to the point.


Stefania Boleso: marketing and communication professional

 
A business blog allows involves and commits the client, creating a space of connection and dialogue between the company  and the consumer. It 'a very useful tool for a brand that wants to increase its online reputation and reach a wider audience. A second chance is to find an easy way to know who are its clients to improve. And in fact it is possible to communicate with the user directly, develop and deepen topics,. Readers can interact with the company, give opinions and advices. This solution provides customers the opportunity to be listened: listening to customers is in fact one of the fundamental activities on which the brand must focus, and the blog is the most effective instrument suited to this market demand.


Chiara Pugni : 23 years old, handling her first blog and focusin on the marketing world to discover it.


It is not easy to give advice to have a successful blog first because it will depend very much on what will be the focus of the blog itself and then from what will be our communication strategy.
Basically I would say that the first thing is to decide the objectives of the blog, choose its own editorial line and start posting regularly unique an original content that can really affect your target audience. It 'surely a good idea to be perceived from readers as an expert for your own field, looking to avoid to sell quickly something but working to create a conversation and a relationship of trust that will lead eventually to some form of conversion. Perhaps this work will be long, based on patience, perseverance and passionIt’s for these reasons that I would recommend to get the blog itselfavoiding intermediaries except in an initial phase in which you may have the need for a strategy and a few suggestions to get started.
Finally, I would suggest, in parallel to the blog, to work also on communication on the social network well known to be excellent tools to expand the reputation of valuable content.
Paola Frateschi: responsabile Marketing e Social Media Marketing presso Arte & Tecnica srl


The only useful advice for a good blog is you have passion!
All that matters is that you like content, updates and graphics.
Write about what you love and what you hate, show what you can do.
this is a blog, imagine you are talking with your friend in front of a beer. Finally, share and comment. Tell us who you are and what you're made of, the rest  will come ...

Mattia Annese aka zeroD10: Social media enthusiast and Mac fundamentalist, I like making noise!
@ zerod10


Two brief background:
1. When I read a blog the first thing I look for is, obviously, the titleI always enjoy when they are original, witty and brilliantOften, howeverto have these features the title has nothing to do with the content.
2. Often I read post on advice of those who follow on TwitterThey are too many to choose from and I need to understand the content on the fly.
So here's the tip: highlight the fundamental words of the text as if you made a summary for your readerseven those who are in a hurry and maybe re-read it later, calmly.

Massimo Benedetti: Boy, born in 04/06/1976, enthusiastically married, PR & Communication manager whatever they give to me! Skin Changer.



These are the areas I suggest to consider:

-consider your blog as your landing page in a deck of several media tool, not your only way to communicate
-do not rely on a tool as it was everlasting: tools die, be ready for that
-focus on few things, few subjects, and develop those in time
-choose the right platform



Have something to say, have a value to share and have a nice way to write it. Promote your posts assuring stability in regularity and content e do what you can to be able to rely of a network of “trusted friends” that can help you to widen your reach and critically check the quality of what you write. Go on listening the net to learn from other and respect them (never just cut and paste without adding something and thanking and quoting the source).

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