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lunedì 22 luglio 2013

8 punti per far fruttare al meglio il tuo coupon e fidelizzare i clienti




Nel precedente post  ho elencato a mio parere quali sono gli 11 errori (gravi) da non commettere quando si fa uso di un deal (Groupalia, Groupon e i loro fratelli) per promuovere la propria attività. È bene mettersi in mente che la proposta di un deal è una azione di marketing e non un modo per arrotondare le entrate del mese: partire da quest’ultimo presupposto produce conseguenze negative a valanga che finiscono per danneggiare l’attività invece che aiutarla. Se invece parto dalla considerazione che sto investendo in una attività promozionale, pubblicitaria e di marketing, allora devo gestire in modo molto diverso da come ho visto si qui fare da quasi tutti i locali che ho frequentato. Due sono i locali che devo invece elogiare apertamente per l’eccellente gestione del coupon e la coerenza  Il primo post va senza dubbio a La rava e la fava di Milano e alla sua eccellente proprietaria Clarissa Barcovich. Al secondo posto L’angolo sul Naviglio di Trezzano (Milano).
nella strategia di marketing connessa.

Cosa fare per sfruttare al massimo il deal e fidelizzare dei clienti? Devo tenere presente che come in ogni attività di contatto, il coupon può per certi versi essere considerato come un mailing con prova, un obiettivo ragionevole è di fidelizzare un 10% di couponisti. Già un bel risultato.

Per farlo i punti chiave sono due
a)  farsi ricordare come un luogo piacevole e socievole
b)  stabilire un legame personale con tutti i clienti nuovi potenziali


E come posso tradurre questi punti chiave in azioni concrete? Ecco i suggerimenti su cosa è bene fare per sfruttare un deal.

1)  trattare i couponisti come clienti speciali: salutali con simpatia, spiegagli qualche cosa del tuo locale, della tua storia.
2)  Fai un passo oltre: pensa ad un piccolo omaggio che non sia presente nel deal, il caffè, il liquore, un assaggio di vino, una torta della casa.
3)  Mescola i clienti couponisti agli altri così che vedano che cosa possono trovare da te oltre quello che il menu prevede per loro.
4)  Chiedi loro un contatto: fatti lasciare  la loro mail e il parere sulla serata. Prevedi un modulo apposta da compilare a fine cena, magari proprio quando offri loro il limoncello o il caffè.
5)  Salutali con cura quando escono e lascia loro un tuo biglietto da visita.
6)  Per fidelizzarli pensa ad un coupon del locale. Vedi dopo perché te lo consiglio.
7)  Mantieni un contatto con loro: ringrazi ali il giorno successivo di essere stati da te, manda loro la tua newsletter (non ce l’hai? Peccato!) o le proposte a tema stagionali. Invitali sulla tua pagina Facebook (non ce l’hai? Altra occasione persa) o sul tuo sito personale dove avrai creato una sezione per i clienti e i loro commenti (non hai neanche questo? Beh allora è grave!).
8)  Avvisa i tuoi clienti abituali, che conosci molto bene (hai tutte le loro mail vero?) che stai per lanciare una iniziativa deal così che possano usufruirne invece che sentirsi fregati perché pagano sempre prezzo pieno, oppure offri loro un menu speciale al medesimo prezzo del deal per farli sentire coccolati.

Il punto 6 merita un approfondimento, come dicevo poco sopra: il deal dovrebbe offrire al cliente una “merce” (cena, soggiorno, oggetto) ad un prezzo che sia almeno il 50% del valore di mercato del bene. In genere la società che emette il deal trattiene un 50% del valore del coupon. Per cui tu incassi il 25%. Vedo molti locali proporre il medesimo deal tutti i mesi in sequenza. Con quale scopo? Con quale strategia? Perché invece a fine cena non offrire ai clienti couponisti un tuo buono che offra a prezzo interessante
a)    prezzo fisso per menu fisso
b)   oppure offra uno sconto del 50% sul menù alla carta!
In questo modo nella migliore delle ipotesi ti garantisci il doppio dell’incasso, e in seconda battuta mostri al cliente couponista un interesse per lui. E se torna –e ti assicuro che moltissimi tornano- inizia a creare una abitudine, un legame: esattamente quello che ti serve per fidelizzare un cliente. Riproporre il deal che vantaggio ti porta?

Bene, ci sono altri suggerimenti da aggiungere a questi? Che cosa si può fare per sfruttare al meglio i coupon? Avete esperienze di locali che sono andati oltre e vi hanno stupito e vale la pena parlarne? A voi la penna.


Se poi desiderate leggere tutto quello che io e altri amici abbiamo scritto su questo tema a questo link trovate di fila tutti gli articoli pubblicati e in questa pagina una serie di video e di testi che suggeriscono riflessioni su questa pratica di marketing.

domenica 21 luglio 2013

Gli 11 errori da non commettere quando si usa un coupon






Amo scrivere di coupon, deal e del loro uso. Sarà perché vedo sempre più spesso strategie così prive di… strategia che questo scatena la mia voglia di suggerire, e un po’ strapazzare, chi spreca in maniera così palese una opportunità di far crescere il proprio business.
Sembra questa una caratteristica molto italiana, quasi impregnata nella conduzione di una micro, piccola o media impresa: reagire alla prima cosa che si muove, scendere ogni mattina nell’arena per uccidere la tigre a mani nude nella speranza che non uccida te. Senza pianificare, senza aspettare, senza avere una linea guida pensata e seguita con ottimismo e determinazione.
Ma torniamo ai noi, sono un forte utilizzatore di coupon per ciò che riguarda ristoranti e vacanze (Groupon, Groupalia, Let’s Bonus, PoinX e via discorrendo) e sempre più spesso vedo che chi li usa sbaglia completamente il loro utilizzo.
Per cui mi permetto di suggerirne in due post un uso più accurato e soprattutto più profittevole.
In questo post elencherò tutti gli errori che ho visto commettere suggerendo quindi COSA NON FARE CON UN COUPON per avere successo e far crescere il proprio business.
Nel prossimo post invece suggerimenti su COSA FARE PER SFRUTTARE al meglio il coupon. (se cliccate qui potete leggerlo

Ecco gli errori che ho visto fare:
1.     Considerare il coupon come un mezzo per fare cassa: è un investimento di marketing/pubblicità non uno strumento per arrotondare le entrate.
2.     Trattare i clienti del coupon come clienti di serie B, a volte di serie C (un locale in centro a Milano relegava i clienti su tavolini da bar, senza tovaglia e a un bambino ha negato del pane perché non era previsto dal deal).
3.     Mentire sulla proposta: cotoletta all you can eat vuol dire che posso chiedertene fin che voglio non solo un giro, e cotoletta non vuol dire il surgelato riscaldato nel microonde!
4.     Relegare i couponisti in un’area separata dal locale: se non gli fai vedere che cosa metti nei piatti di portata come fanno a desiderare di tornare?
5.     Non lasciare il menu del locale sul tavolo dei couponisti: come faranno a sapere perché dovrebbero tornare?
6.     Non presentare i piatti, ma buttarli sul tavolo come se fossimo alla mensa dei maleducati.
7.     Non chiedere l’indirizzo email di chi è venuto con il coupon: perché perderti un cliente potenziale al quale proporre nuove iniziative? Non sai che ciò che tutti cercano di più è il contatto personale con (potenziali) clienti? Ce li hai lì, perché non chiedi loro i dati per ricontattarli?
8.     Chiedere di prenotare on line indicando come prima chance le 7.30 e poi far aspettare 45 minuti per iniziare a servire.
9.     Non salutare il cliente couponista che a fine cena esce dal locale.
10. Imporre un servizio inferiore al cliente couponista rispetto a quello standard, ad esempio nell’orario di restituzione della camera dell’hotel.
11. Non rispondere alle mail che il cliente couponista ti invia per ringraziare o segnalare miglioramenti possibili.

A questi 11 ne aggiungo uno
12. cercare di arrotondare il conto proponendo, senza farlo notare, extra al coupon (una bottiglia di vino? un dolcetto? un liquorino? un bel caffè?) e sparare prezzi fuori logica per rientrare dal coupon a basso prezzo.

È chiaro che gli errori 2 e 3, commessi tra l’altro dal medesimo locale, costano cari. Non solo infatti quel locale ha perso occasioni di farsi conoscere, ma… si è fatto conoscere fin troppo bene: ne ho parlato malissimo con tutti coloro che ho incontrato!

E voi avete altri errori da segnalare? Altre situazioni imbarazzanti nelle quali vi siete trovati?
Quali sono le vostre storie negative? Ce le raccontate?


Se poi desiderate leggere tutto quello che io e altri amici abbiamo scritto su questo tema a questo link trovate di fila tutti gli articoli pubblicati e in questa pagina una serie di video e di testi che suggeriscono riflessioni su questa pratica di marketing.




mercoledì 9 gennaio 2013

Intervista a Groupalia: la strategia del deal


Grande opportunità o grande furto? Strumento incompreso o "furbetti del couponino"? Le posizioni sulle società che offrono deal a prezzi scontati sono molto estreme e opposte. Personalmente sono favorevole e come utente mi sono trovato bene il più delle volte. Suggerisco una certa cautela, le fregature si trovano sempre, ma in linea di massima la mia esperienza è positiva.
Come blogger mi sono occupato spesso della strategia connessa a questa opportunità: in particolare  qui trovate un video sul tema e qui la strategia che suggerisco.


Avendone avuto l’occasione ho posto alcune domande a Davide Nicolucci dello staff di Groupalia.it Ecco il suo punto di vista sull’uso dei deal.

1.qual è la finalità di un deal? è un modo per far crescere i fatturati o è una attività di marketing?
Un deal è principalmente un forte strumento di promozione che siti come Groupalia offono ai loro partner.
Le potenzialità sono molte: a partire dall'invio in newsletter a milioni di iscritti in tutta Italia (cosa molto diffiicile o impossibile per una piccola-media impresa che voglia farsi conoscere partendo da zero o quasi) e centinaia di migliaia a livello locale.
Inoltre la presenza su una vetrina online visitata da diversi milioni di utenti ogni mese non è da poco, e la presenza sui nostri canali Social.
Insomma siamo un vero strumento di marketing e comunicazione per i nostri partner, senza costi fissi e investimenti iniziali! Sicuramente poi utilizzando bene il deal, soprattutto nel medio-lungo termine si ottengono sicuramente vantaggi economici in fatturato, dato che un cliente soddisfatto tende a ritornare e quindi si fidelizza.

2. che cosa deve aspettarsi un azienda che investe in un deal?
Come anticipato nella prima risposta, una presenza forte sul web per tutta la durata della campagna, un forte push in newsletter ai nostri iscritti a livello locale o nazionale. Ripeto, il deal è inizialmente una forma di pubblicità molto forte, prima che di incremento di fatturato. Sta al partner successivamente utilizzare bene questa forma di promozione per far tornare i clienti. 
3. qual è la migliora strategia per sfruttare meglio un deal?
Assicurare un servizio ottimo al cliente, non farlo sentire diverso dagli altri clienti che non hanno acquistato il coupon. 
E, perché no, aggiungere un ulteriore sconto per le prossime volte che il cliente tornerà. Molti partner ad esempio utilizzano un simile stratagemma: presentando il coupon si ha uno sconto del 25% sulla prossima cena. Che non fa mai male in tempi di concorrenza...
Confermo questa strategia: qui trovate un ristorante che l’ha fatto con molta intelligenza e anche La rava e la fava di Milano ha scelto una strada simile
4. quali gli errori da non compiere?
Trattare il cliente come se fosse "di serie B", offrire un servizio diverso da quello pubblicizzato nel coupon. Una volta compresa la filosofia che guida il couponing, sarà facile fidelizzare i clienti con la qualità del servizio offerto e ampliare il proprio parco clienti anche nel lungo periodo.
5. senza fare nomi, ma solo parlando in generale potreste farci un esempio di chi ha colto pienamente l’occasione del deal e ha avuto successo e chi invece ha completamente frainteso l’essenza del deal è ha fatto un grande flop?
Pensiamo sia opportuno citare i nomi dei nostri partner che hanno al meglio sfruttato le potenzialità del nostro business: Lentini's (Torino), Fratelli la Bufala, The Space Cinema, Cacio e Pepe (Roma), Home Spa Relax (Milano). Questi partner hanno sicuramente colto l'idea dietro il Social Shopping e ne hanno fatto propria la cultura. 
Per quanto riguarda i comportamenti da evitare, se ne trovano molti in rete.
6. quale tipologia di esercizio, nella vostra esperienza, ha maggiori vantaggi nell’investire nei deal?
Tutte le tipologie di attività che sono comprese nel nostro ventaglio di offerte: ristorazione, attività ludiche e ricreative, benessere e bellezza, eventi e spettacoli, sport e palestre etc a livello local.
A livello nazionale invece gli operatori di e-commerce (shopping online) e le catene di negozi.


7. sempre partendo dalla vostra esperienza, quali sono le aree di deal che hanno maggiore appeal nei clienti?
Ristorazione, Benessere & Spa a livello locale. Travel e Shopping a livello nazionale.
8. il deal è un elemento importante di una strategia più ampia: quali sono i passaggi ideali che dovrebbero seguire secondo voi una campagna con un deal?
Il partner deve assicurare un ottimo servizio a tutti i clienti per tutta la durata della campagna, favorire e non ostacolare soluzioni di eventuali problemi, e sicuramente continuare ad offrire un buon servizio a tutti quei clienti che vogliano tornare. 
Un successivo deal è un buon metodo per far tornare tutti coloro che non sono tornati e per aumentare la base di potenziali clienti.
9. suggerite delle strade per affiancare la proposta del deal così da renderla più efficace?
Uso dei Social Media: a mio parere personale è il miglior strumento da affiancare al Social Shopping. Ed una costante cura al cliente, volta alla sua soddisfazione prima del proprio guadagno immediato.

lunedì 5 dicembre 2011

Groupon experience by Stefania Boleso


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Prossimo post/next post  Giovedì/Thursday December 8th




Continuiamo a parlare di Groupon e della sua strategia e di come i suoi partner possono applicare la strategia sbagliata o quella giusta. Nell'ultimo post abbiamo suggerito una strategia in 5 step per utilizzare vantaggiosamente l'iniziativa, questa volta lasciamo spazio a Stefania Boleso esperta di marketing e autrice di un interessantissimo blog sul tema-. A lei la parola.


Sono stata una fan di Groupon già dall’inizio della sua storia. Trovavo che l’idea dietro questo modello di businnes fosse così semplice ma allo stesso tempo così efficace (e vantaggiosa), che ho davvero ammirato chi l’ha inventata. E lo apprezzo ancora.
Ma la mia esperienza dopo aver comprato un paio di coupon fu di soddisfazione crescente.
Il primo coupon era una trattamento di bellezza (massaggio o qualcosa di simile). La qualità del servizio era abbastanza scarso, sono stata trattata come se fossi l’ultimo dei clienti, solo perché ho pagato la metà.
Non ci sono più tornata.
Anche il secondo coupon era per un centro estetico. Questa volta non sono neanche riuscita a prenotare il mio trattamento: il numero di telefono indicato per i clienti che utilizzavano il servizio tramite un buono di Groupon era sempre occupato.
Dopo un mese sono riuscita a parlare con qualcuno del centro estetico…mi hanno detto di richiamare il mese successivo. Ho chiesto a Groupon di ridarmi indietro i miei soldi perché ne avevo avuto abbastanza.

Pensando a tutto ciò da un punto di vista di marketing, tutto ciò che posso dire è che queste due aziende hanno perso l’opportunità di farsi nuovi clienti.
Sappiamo tutti che non ci guadagnano nulla e che lo fanno solo per raggiungere un target di persone più ampio.
Beh, una volta che lo ottengono, la cosa più difficile è mantenerlo. Ma molte aziende sembrano non aver capito che questo è il vero scopo.
Groupon garantisce un altro tasso di conversione (rapporto tra la gente che conosce il tuo prodotto/servizio e chi decide di comprarlo), ma quello che conta davvero è il tasso di ritenzione, cioè il rapporto tra la gente che prova i vostri prodotti/servizi e la gente che lo compra usualmente.
Ciò dimostra la fedeltà al brand/al prodotto.
Questa è una cosa che Gropuon non puà garantire; è compito di ogni singola società lavorare per ottenerla.
È difficile acquisire clienti fedeli, implica tempo e passione. Bisogna coltivarla realmente, prendersi cura dei loro desideri e bisogni.

Per massimizzare l’investimento su Groupon, ogni azienda dovrebbe prendersi cura dei nuovi consumatori che approdano grazie ai coupon. La prima impressione conta: prova a fare del tuo meglio.
Tre semplici indicazioni che secondo me possono aiutare chi decide di provare a usare Groupon come mezzo per aumentare le vendite:

  1.  Rendi il prodotto/servizio disponibile: non puoi indicare un numero di telefono e poi non essere raggiungibile. Allo stesso tempo non puoi far slittare la consumazione del tuo prodotto/servizio di tre/quattro/cinque mesi. La maggior parte delle volte, chi compra un buono da Groupon lo vuole usare subito.
  2. La qualità del prodotto/servizio: tentate di fare il vostro meglio, fate sentire ogni cliente unico. Dovrebbe essere così per tutti i clienti, ma chi vi conosce per la prima volta non perdona e soprattutto non torna.
  3. Dopo la vendita: non lascia teli andare, pensando che non torneranno. Se è questo ciò che pensate dall’inizio allora non avreste dovuto sprecare i vostri soldi con Groupon. Raccogliete i loro indirizzi mail, mandate loro informazioni promozionali o anche solo semplicemente auguri di natale, compleanno o simili. Se vedono che a voi importa di loto, torneranno più volentieri. E ancora più importante, inizieranno un passaparola positivo che sarà benefico per il vostro businnes più di quello che credete.

Chi vuole provare?






English version


Let's go on discussing Groupon, as we did with couple of recent post about Groupon and its strategy and how its partners could apply the wrong or the right strategy. We also suggested in our last post what could be a good strategy in five step to enhance the deal and leverage on it. This time we host a guest post from Stefania Boleso a marketing professional and a mindful observer of the market, on the same subject. 

I was a big fan of Groupon since the very beginning. I found the idea behind the business model so simple and at the same time so effective (and profitable), that I really admired who invented it. And I still do.
But what I experienced after buying a couple of deals was an increasing dissatisfaction.
The first deal was a beauty treatment (a massage or something similar). The quality of the service was pretty low, I was treated as if I were the last customers, just because I paid half the price.
Never came back.
The second one was again a beauty treatment. This time I could not even get to book the treatment: the dedicated phone number for the Groupon buyers to make reservations was always busy.
I succeeded in talking to someone only after four months…  And they told me to call back after another month. I asked Groupon my money back and decided I had enough.

Thinking about it from a marketing point of view, all I can say is, this is a missed opportunity for all the companies that decide to invest in Groupon.
We all know, they don’t earn anything and just do it to reach a wider target audience.
Well, once they get it, the most difficult part is to maintain it. But very few seem to have understood this is the real issue.

Groupon guarantees a high conversion rate (ratio between people who know your product/service and people who decide to buy it), but what really counts is the retention rate, meaning the ratio between people who try your product/service and people who buy it on regular basis.
It shows brand/product loyalty.
This is something Groupon cannot guarantee; it is up to each single company to work to obatin it.
It is very difficult to acquire loyal customers, it takes time and passion. You really need to cultivate them, to take care of their wants and needs.

To maximize the investment made on Groupon, every company should take care of each new customer that comes onboard. First impression counts: try to be at your best.
Three simple piece of advice from my side to the ones that decide to try Groupon as a tool to boost their sales:

  1. Make the product/service available: you cannot set up a dedicate phone line and then don’t pick up the calls. At the same time you cannot deliver your product/service in three/four/five months. Most of the times, the person who is buying something from Groupon wants to have it asap.
  2. Quality if the producyt/service: try to be at your best, make each customer feel unique. It should be like that with every single customer, but new ones often don’t forgive and never come back.
  3. After sales: don’t just let them go, thinking they won’t come back. If this is what you thought from the beginning, then you should have not wasted your money with Groupon. Collect their e-mails, send them promotional info or simply seasonal greetings. If they see you care for them, they will be more likely to come back. And what’s more, they will start the positive word of mouth that will benefit your business much more than you expect. 
Who wanna try?
  1. Who wants to give it a try?

venerdì 2 dicembre 2011

5 hints to leverage a Groupon deal - 5 consigli per usare Groupon come leva di marketing


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Prossimo post/next post  Tuesday/Martedì December 6th






Abbiamo parlato, in un paio di post precedenti, di Groupon e della sua strategia e di come i suoi partner possono applicare la strategia sbagliata o quella giusta.
Nel frattempo le azioni di Groupon, dopo l’I.P.O. iniziale verso la fine di Ottobre, hanno incrementato il loro valore di almeno il 50% (da 20$ a 30 $) a inizio Novembre per poi scendere a 21€ qualche settimana fa e piombare sotto il prezzo di collocamento in seguito.
In ogni caso Groupon  e i suoi fratelli, come Groupalia , Letsbonus e altri ancora, sono una presenza reale, qualcosa con cui avete a che fare e, anche se qualcuno denuncia alcune difficoltà, solitamente tendono a funzionare.
Sono stato di recente in un ristorante davvero carino a Milano, Brand, con Groupon, abbiamo cenato con un pesce davvero buono, e siamo stati trattati come ospiti VIP.
Ho parlato con un’amica, Stefania Boleso (una professionista del marketing - ecco qui il suo blog sul tema- e una osservatrice consapevole del mercato, ottima blogger, sostenitrice forte di una nuova politica per mamme che lavorano) riguardo la migliore strategia da utilizzare per un negozio o un professionista che vuole investire una parte della sua budget per la campagna pubblicitaria utilizzando Groupon.
Infatti Groupon, o i suoi concorrenti, non è altro che un modo di fare pubblicità.
E se desiderate fare profitti dovete costruire un programma per costruire sul vostro investimento e ottenere profitti sempre maggiori.
Vi vorrei consigliare un piano come questo, e spero che Stefania possa aiutarci con alcuni suoi suggerimenti.

1.     Iniziate annunciando nel vostro sito web che lancerete una offerta Groupon e informate i vostri clienti abituali;ok, potreste perdere alcuni introiti, ma rinforzerete il vostro mesaggio: noi ci prendiamo cura di voi, ci interessate.
2.     Trattate i vostri clienti Groupon  come VIP: volete che ritornino, non volete solo far vincere la possibilità di essere vostri clienti a un prezzo speciale.
3.     Chiedete il contatto mail a questi clienti (finora nessun locale in cui sono andato me lo ha chiesto) così da poter includere anche loro nella vostra newsletter o in una mailing per eventi speciali. Magari offrite un piccolissimo gadget o cadeau non incluso nel deal solo per loro.
4.     Ovviamente i vostri clienti Groupon sono navigatori della rete, utilizzatori del web. Dunque definite una strategia di web-marketing per rinforzare il vostro piano con Groupon, fate foto e postatele per mostrare che i vostri clienti sono felici, chiedete loro di scrivere quattro righe sul loro gradi di soddisfazione, fate un video. Usate i momenti speciali come un metodo per pubblicizzarvi.
5.     Pianificate un secondo test, avendo imparato dalla precedente esperienza e affinando la vostra strategia.

Mentre aspettiamo commenti e suggerimenti da Stefania, avete qualcosa da consigliare anche voi? Ulteriori idee?


English version





We discussed in a couple of recent post about Groupon and its strategy and how its partners could apply the wrong or the right strategy.
In the meantime Groupon shares, after the initial I.P.O in late October, raised their value of about 50% (from 20$ to 30$) at the beginning of November and then felt down to 21$ some weeks ago and then even under the IPO. In any case  Groupon and its brothers, like Groupalia  Letsbonus and some more, are a present reality, something you can deal with and even though someone denounces troubles they usually tend to work.
We’ve recently been in a very nice restaurant in Milan, Brand was its name, with Groupon, get a very good fish dinner, and we’ve been treated like VIP guests.
So I discussed with a friend of mine, Stefania Boleso a marketing professional and a mindful observer of the market, fine blogger, a strong supporter of a new policy for working moms, about the best strategy for a shop or a professional who intends to invest part of his/her advertising budget on a Groupon chance.
Because Groupon, or its competitors, is nothing more than a advertising campaign.
And if you want to profit you have to build a plan to leverage your investment.
I would suggest a plan like this one, and hope that  Stefania could follow with her hints.

1.     Start announcing a Groupon deal in your website and inform your usual clients: ok, you can lose some money with them but you reinforce your message: we care about you
2.     Treat your Groupon clients as VIPs, you want them to come back, not just have won the chance to be your guests at a discounted price
3.     Ask for the email of the Groupon guests (no one did it with us till now) so that you can include them in your newsletters or special event mailings. You can even offer them a special gadget, a small cadeaux non included in the deal.
4.     It’s a fact that your Groupon guests are net-surfers, web users, used to navigate the net. So define a web-marketing  strategy to reinforce your Groupon plan, take pictures and post them to show how your clients were happy, ask them to write down their satisfaction, take a video. Use the special moment as an advertising tool
5.     Plan a second test, having learnt from the previous experience and fine tune your strategy.

Waiting for Stefania’s hints, what do you suggest? Any further ideas?

lunedì 3 ottobre 2011

The Groupon affair - L'affare groupon


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Prossimo post/next post Friday/Venerdì October 7th






Ero un fan di Groupon, una società on line che sta crescendo esponenzialmente a livello internazionale e sta per quotarsi a Wall Street. Ottime proposte, ottimi prezzi, meccanismo semplice.
E gli acquisti erano davvero vantaggiosi, così grazie a Groupon prima delle ferie abbiamo potuto invitare alcuni amici a cena trovandoci davvero bene.
Così ho continuato per avere l’opportunità di godere della compagnia di altri amici a cena, senza spendere troppo e senza pesare sulle spalle della mia signora. E così ho scoperto la fregatura.
I ristoranti hanno cambiato modo di fare: se prima accettavano tutti (la crisi estiva?) adesso mettono le mani avanti: non c’è posto, i tavoli riservati a Groupon sono pochi, bisogna prenotare con largo anticipo (anche un mese prima) e cose del genere.
Nulla di tutto questo compare né nell’offerta on line né nel voucher che ho ricevuto.
Che cosa sta facendo Groupon a questo proposito? Stanno cercando di ragionare con i partner produttivi per difendere la propria reputazione? Apparentemente no. Come spiega Stefania Boleso in questo interessante articolo.
Che cosa possiamo fare insieme? Perché questa vicenda ha proprio a che fare con la vendita referenziata. Come possiamo sfruttare il potere della rete per far smuovere Groupon e vincere la sua inerzia?



English version






I was a fan of Groupon, a web company whose reputation widely depends on the quality of the services offered by its partners.
It’s a growing company with a pending access to Wall Street. And the purchase I made through them really satisfied me. Before August bought some coupons for dining and invited friends for a nice evening together.
Everything worked smoothly and the advantages were valuable.
So I bought some more for our “fall campaign”. My intentions were to get the chance to invite more friends and enjoy their company. This time something went wrong.
Restaurants, the producing partners, start building some walls: you cannot book a table as easily as before. They claim that they have no room for you, that you are asked to book with a long advance. That only few tables are available for the Groupon’s guests.
What’s weird is that nothing is mentioned in the offer and in the voucher.
So what is Groupon doing about this? What are they doing to defend their clients and improve its own reputation? Apparently nothing.
As Stefania Boleso points out in this post.
What could we do? Isn’t it something that has to deal with referral sales? How can we squeeze the power of the web to make Groupon change its inertia?



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